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Dracula
è una creazione purarnente letteraria dello scrittore irlandese
Bram Stoker.
Egli
non visitò mai la Romania ma decise di ambientare la sua
opera lì dopo avere letto una serie di cronache di viaggiatori.
Decise di chiamare il suo conte assetato di sangue, Dracula, un
nome tratto da libri della storia rumena.
Il
nome, di fatto, appartiene ad un re guerriero, Vlad Tepes, Dracula
significa "Figlio del Demonio,,, e gli fu dato in parte perchè
suo padre si chiamava Dracu (il Demonio) e in parte per come trattava
duramente i suoi nemici. Tepes liberò grandi zone della
Transilvania dall'occupazione turca impalandone, secondo la leggenda,
i soldati a migliaia, perchè soffrissero una morte lenta
e agonizzante.
Quindi
diede ordine ai suoi uomini di inchiodare i turbanti sulle teste
dei mediatori turchi che furono mandati a negoziare. Tepes, conosciuto
pure come Vlad l'Imparatore, misurò il controllo che aveva
sul suo popolo per mezzo di un meccanismo molto semplice. All'esterno
del suo castello, lasciò un calice d'oro in fianco ad un
pozzo.
Tale calice aveva un'iscrizione, secondo la quale qualsiasi persona,
sia nobile che umile, avrebbe potuto servirsene per bere dal pozzo,
ma chi si fosse azzardato a rubarlo sarebbe incappato nelle ire
di Dracula. Si dice che fino alla sua morte, il calice rimase
al suo posto.
Vicino
a Bucarest, a Snagov, un minuscolo monastero su una piccola isola
è sepolto l’autentico Dracula. Verso i Carpazi il castello
di Bran, uno dei più affascinanti d’Europa, Dracula trascorse
lì solo poche notti , ma le sue alte mura e le rocce sulle
quali è stato costruito gli hanno dato fama di Castello
di Dracula. Più a nord si trovano le antiche città
di Sibiu e Sighisoara , circondate da mura , ebbero un ruolo importante
nella vita di Vlad Tepes e tuttora si conservano nella loro bellezza.
Altri castelli come Hunedoara a nord e Deva ad ovest evocano immagini
di vampiri. Per coloro che vogliono mostrare agli occidentali
la differenza tra il Dracula della leggenda e il Dracula del mito,
è un tema delicato, . gli storici cercano di promuovere
il lato serio di Dracula , e i responsabili del turismo cercano
di commercializzare il vampiro Dracula. La Transilvania, il nome
deriva da un’espressione latina per designare “ la terra oltre
il bosco”. La regione occupa la parte interna della Romania ,
circondata a sud ed a est dai Monti Carpazi, è internazionalmente
conosciuta come lo scenario dei romanzi di Dracula. Chiaramente
è falso che esistano vampiri nella regione , ma è
ben certo che il paesaggio è così spettacolare come
viene ritratto nei romanzi gotici e nei film di Hollywood. Nel
bosco il pericolo è in agguato, dovuto ai branchi di lupi
ed orsi bruni, che si spingono fino ai vicini paesini in cerca
di cibo, durante i lunghi inverni.
La
Transilvania è la regione della Romania dove convivono
differenti gruppi etnici tra cui tedeschi, ungheresi e zingari.
Le città più affascinanti si trovano in uno stretto
passo che unisce l'ovest all'est lungo i Carpazi del sud. Questa
parte della Transilvania venne colonizzata dai Sassoni 800 anni
fa. Le sue città fortificate come Sibiu e Sighisoara, sono
uno dei più begli esempi dell'architettura sassone. Sibiu
ebbe un ruolo importante tra i popoli germanici, e la città
è conosciuta per il mito del pifferaio, come il luogo dove
questi risorse da sotto terra con la sua collezione di bambini
di Hamelin.
La Transilvania è stata sempre il luogo di villeggiatura
per eccellenza della Romania. Tra i turisti più importanti
che conta figura la famiglia reale che possedeva palazzi d'inverno
e uno di estate lungo i principali passi dei Carpazi.
Sebbene
i rumeni ignorino con frequenza il concetto occidentale di Dracula
, il Ministero di Turismo ha cercato di attirare i fan dei vampiri
costruendo l'Hotel Dracula sul passo di Bistrita, che unisce la
parte est con la Moldavia.
L'hotel
è disegnato come un castello e situato nel punto esatto,
il passo del Borgo, che il romanziere Bram Stoker scelse per il
castello. di Dracula. Più a nord, le montagne si aprono
nell'esuberante ed ondulata campagna di Maramures; il paesaggio
di pagliai e di piccoli villaggi è uno dei meno frequentati
della Romania.
La gente di questi luoghi della Transilvania ha la fama di essere
stata così selvaggia che nè i Romani, nè
i Turchi la riuscirono a soggiogare. Un popolo che invece trovò
appoggio in questa bellissima terra fu quello celta; arrivarono
qui 6000 anni fa. Molti si istallarono a Maramures e la gente
del luogo attribuisce a questo fatto la frequenza di persone dagli
occhi verdi, lentiggini e capelli rossi tra la popolazione.
Nel
nordest si trova la culla della cultura Romena, la città
universitaria di Cluj, che rappresenta uno dei più begli
esempi di architettura austriaca che si possano trovare in Romania.
Dalla rivoluzione gli investimenti stranieri hanno inondato le
città, provenienti soprattutto dalla vicina Ungheria.

L’ospitalità, le celebrazioni e le feste sono una parte
importante della vita rumena. Un invito a condividere un pranzo
in famiglia equivale ad un'offerta di amicizia. I piatti variano
a seconda delle stagioni, dovuto alla mancanza di alimenti elaborati
e ai frigoriferi. Dalla rivoluzione la verdura e la frutta esotica,
come per esempio gli avocadi o gli ananas, vengono importati e
forniscono una certa allegria ai banchi dei mercati in pieni inverno.
In questa stagione la carne, specialmente il maiale, fa parte
della dieta basica. Viene consumata arrosto, macinata, in polpette,
o in cotolette.
La ciorba, una specie di minestra con aceto che viene servita
con smanatana (panna acida) si trova in qualsiasi casa. Si mangia
a pranzo e a cena ed esistono varietà regionali. In Transilvania
mangiano ciorba di fagioli e pancetta, che combina molto bene
con il centro di una cipolla condita con un pizzico di sale. Esiste
pure la ciorba di verdure e la ciorba di polpette. Prima di mangiare
la ciorba, si prende l'aperitivo nazionale, la tuica (tsuica)
o grappa di prugne, chiamata "palinka" in Transilvania.
Nelle
case contadine, tanto più è forte tanto meglio è:
se il dito diventa rosso al contatto con la palinka, significa
che è buona. Se il sapore ti fa lacrimare gli occhi significa
che è un rimedio infallibile per curare i problemi di stomaco.
Le sue qualità anestesiche curano più di un mal
di pancia.
Nessuna festa (Natale, Pasqua, matrimoni o battesimi) viene considerata
tale senza il sarmale, foglie di verza o di vite ripiene di macinato
di maiale, riso ed erbe, bagnate nella smanatana. i sarmale si
mangiano dappertutto e in grande quantità, accompagnati
dalla mamaliga, una specie di polenta che si prende al posto delle
patate.
La
mamaliga si mangia in campagna con le uova fritte e il brinza,
un formaggio simile alla feta. Arrivata l'estate le verdure entrano
in azione. I peperoni arrosto, sia rossi che verdi, piacciono
molto serviti in insalata o come antipasto e conditi con olio
ed aceto. Si arrostiscono sulla fiamma del gas (il modo di cucinarli
più diffuso), si pelano e si lasciano raffreddare prima
di condirli. Si lasciano marinare uno o due giorni. L'insalata
di melenzane, un passato verde pallido, è una delle ghiottonerie
rumene da scoprire. Le melanzane vengono arrostite su un fornello,
vengono pelate e si lasciano su un asse di legno per fargli perdere
il loro liquido amaro, dopo di che si schiacciano e gli si aggiunge
sale ed olio. La cipolla tritata e la maionese fatta in casa sono
il loro condimento migliore.
Il
delta del Danubio è una delle più grandi riserve
naturali d’Europa.
Gli
uccelli selvatici migrano al delta da luoghi molto lontani come
la Cina, l'India, l'Africa o la Mongolia per trascorrere la lunga
primavera e l'estate rumena. Si possono ammirare gazze, aquile
dorate e cormorani, e, occasionalmente, anatre mandarine cinesi.
Nutrie, gufi, visoni, cinghiali, oche, lupi, moffette, cicogne
popolano la massa boscosa, i laghi e i bacini artificiali.
Il delta è la fonte del caviale rumeno, una degna alternativa
al suo omologo russo,più conosciuto.
E’ un paradiso per la vita selvatica, ma le condizioni di vita
per il piccolo numero di residenti,sono dure.
Sono un insieme di rumeni e ucraini e un popolo di origine russa.
Questo popolo arrivò in Romania qualche centinaio di anni
fa, quando, per opporsi alla riforma della Chiesa Ortodossa Russa,
incappò nelle ire di Pietro il Grande, e fu costretto ad
emigrare verso l'ovest fino a stabilirsi sul delta del Danubio.
Hanno conservato la lingua russa e le loro rigide pratiche religiose,
che includono la celebrazione della Pasqua due settimane dopo
rispetto alle altre chiese ortodosse. Gli uomini vestono lunghi
cappotti, camice bianche e portano lunghe barbe.
I
turisti possono visitare il posto con una guida accordata precedentemente
a Bucarest, a Constanta o a Tulcea, oppure salire su una delle
navi che fanno crociere, veri e propri hotel sull’acqua di alto
standing,
Il delta è popolare anche per gli sposi rumeni come meta
dei viaggi di nozze.
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