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Meteo89

di Massimo Marchetti

Pense & Maravèe

la rivista di cultura e dibattito di Gemona del Friuli

Gemona del Friuli (prov. di Udine, Italia)

GemonaSi trova circa 26 Km a nord di Udine, ai piedi delle Prealpi Giulie (con i monti Chiampon m 1.716 e Cuarnan m 1372), conta circa 11.400 abitanti e 56,26 Km2 a 272 m slm alla confluenza del fiume Tagliamento e del torrente Vegliato.

Storia

Questa località, per la sua conformazione morfologica, fu fin dall'epoca preistorica uno dei passaggi obbligati più importanti tra l'Italia e i Paesi dell'Europa del Nord-Orientale, nonché luogo di diversi insediamenti. Infatti sulla cima del vicino monte Cumieli si conservano ancor oggi diversi tratti di muraglie di castelliere di tipo carsico che si presume insediato tra il 1300 e 1100 a.C., da popolazioni paleovenete. Alle suddette popolazioni dovettero seguire, verso il 500 a.C., i Celti, un gruppo dei quali si stabilì probabilmente presso l'odierna località Godo.

Nel III secolo a.C., ai Celti seguirono i Carni, popolazione anch'essa di stirpe celtica. I Romani, in seguito al loro avanzare verso il Norico (odierna Austria), durante il I secolo a.C., sottrassero al controllo dei Celti questa importante località strategica, dando origine alle due "statio" di Silans (attuale Godo) e di Ospedaletto, poste ai margini della via "Julia Augusta" che da Aquileia portava al Norico. Dal 166 al 452 si ebbero le invasioni dei Quadi, dei Marcomanni, dei Visigoti e degli Unni.

Dal 489 al 553 il Friuli sub' l'occupazione degli Ostrogoti di Teodorico, un gruppo dei quali si stanziò nell'odierna località Godo. Tra il 553 ed il 568 ci fu la breve occupazione bizantina alla quale seguì, fino al 776 il lungo periodo del dominio longobardo durante il quale venne costruito un "castrum" a nord-est dell'attuale Castello. Dal 776 al 952, sotto il dominio dei Carolingi, ebbe inizio, lo sviluppo del primo nucleo urbano di Gemona. Dopo le invasioni ungariche, lo sviluppo urbano riprese con l'inizio del dominio degli Ottoni in Friuli e tramite la benefica opera ricostruttrice dei Patriarchi. Gemona fu feudo ministeriale nel XI secolo e libera Comunità durante il XII sec., mentre nel XIII sec. Iniziò la sua espansione urbanistica a nord della prima cerchia murata. Dal 1420 al 1797 passò a far parte della Repubblica Veneta per seguire poi le vicende del Regno d'Italia.

Il terremoto del 1976

TerremotoI disastrosi terremoti del 1976 provocarono la morte di 400 persone e rasero quasi completamente al suolo il centro storico risparmiando parzialmente il monumentale Duomo ed il Palazzo Comunale.

Da vedere

DuomoIl Duomo romanico-gotico iniziato nel 1290 dal maestro Giovanni, consacrato nel 1337, più volte rimaneggiato, gravemente lesionato a seguito dei terremoti del 1976, è stato nuovamente ripristinato tra il 1981 ed il 1985. ComuneI caratteristici edifici di via Bini (XIV, XV secolo), la principale via di Gemona che collega il Duomo al Palazzo Comunale del 1502. Il Castello, ancora in fase di ricostruzione, sorge sul Colle omonimo e sovrasta la sottostante pianura alluvionale del Tagliamento. Radicalmente ricostruito dai Signori di Gemona verso il Mille, fu ampliato nel Trecento.

Il clima di Gemona

DuomoGemona, grazie alla sua particolare collocazione, a seconda della stagione è influenzata da diversi tipi di masse d'aria. Durante le stagioni primaverili e autunnali è mediamente interessata da irruzioni di aria fredda proveniente dai quadranti settentrionali e di aria più calda e umida da quelli meridionali. Lo scontro sul mediterraneo di queste masse d'aria provocano intense depressioni con associati fronti, che incontrando i primi rilievi prealpini (da noi le catene del Chiampon e dei monti Musi), scaricano piogge con apporti molto cospicui. In estate mediamente si afferma un promontorio del famoso anticiclone delle Azzorre che porta temperature miti e tempo stabile. Da noi però non mancano i temporali: quelli di calore che si formano sui rilievi ridosso a Gemona e dintorni o quelli associati ai fronti freddi che riescono a trovare un varco nell'alta pressione. D'inverno di frequente l'anticiclone siberiano si spinge ad interessare quasi tutta l'Europa con temperature molto basse a causa dell'afflusso da est di aria polare continentale. Altre volte prevale un tempo da ovest relativamente più caldo e umido: l'aria questa volta è di origine marittima. Diamo uno sguardo più da vicino a Gemona: la temperatura media del periodo è di 12,9 C°, con un'escursione termica annuale di 19,1 C°. I mesi più freddi sono gennaio con una temperatura media di 3,3 C° seguito da dicembre con 4,1 C°.

I mesi più caldi invece sono luglio con 22,4 C° ed agosto con 22,2 C°. Da questi valori tutto sommato si può dedurre che Gemona grazie alla sua posizione, favorevole ad un prolungato soleggiamento, gode di un clima più mite rispetto ad altri paesi posti all'incirca alla stessa altezza o più in basso. Le brezze di valle e di monte soffiano tutto l'anno quando il cielo si presenta di solito poco nuvoloso o sereno. L'intensità della brezza di monte che soffia dalla notte fino a tarda mattina (soprattutto nella zona pianeggiante) è ben nota ai gemonesi e non solo. Infatti , il vento che scende dalle montagne per superare la chiusa di Venzone è costretto ad incanalarsi aumentando di velocità. Le precipitazioni, come già detto all'inizio, a causa dei rilievi prealpini assumono in queste zone caratteri veramente eccezionali, che con una media di 2023 mm l'anno (1 mm di pioggia equivale a 1 litro d'acqua per m2), fanno di Gemona non solo una delle località più piovose d'Italia ma anche d'Europa.

Impressionante anche il dato di Uccea: posta fra i rilievi dei monti Musi e il Monte Canin registra una media di ben 3220 mm l'anno! Da notare anche la notevole differenza fra la piovosità della pianura gemonese ed il centro cittadino. In via Bini registro precipitazioni superiori anche di 270 mm rispetto alla stazione posta in Campolessi. La causa è da imputare alla presenza delle montagne che costringono l'aria proveniente da occidente ad una forzata ascesa e ad una conseguente sua condensazione in nubi provocando le intense piogge. Gli apporti meteorici sono ben distribuiti durante l'anno con un minimo in febbraio di 100 mm ed un massimo in giugno di 218 mm. Molto piovosi anche i mesi autunnali (tutti con 200 mm circa) causa i frequenti sistemi depressionari provenienti da ovest.

Notizie storiche tratte da Guido Clonfero: Gemona del Friuli. Guida storico artistica, Arti Grafiche Friulane, Udine, 1994. Commento sul clima a cura di Meteo89

Friuli-venezia Giulia

La Regione ha uno speciale statuto di autonomia ed è stata costituita nel 1963. Comprende le province di Trieste, Gorizia, udine e Pordenone. La posizione geografica ha profondamente influenzato la sua storia. Essa è - allo stesso tempo - regione periferica d'italia, addossata ai suoi confini naturali, le Alpi, e carrefour delle comunicazioni verso la Mitteleuropa e il Mediterraneo. La regione friulana e giuliana ha così alternato nella storia una doppia funzione. È stata campo di battaglia nei tempi in cui si pensava ai confine come linea di sicurezza e di garanzie contro gli avversari. È stata invece luogo di contatto e di relazioni commerciali nei tempi di pace, quando potenze continentali e marinare vi trovarono opportunità d'interscambi vantaggiosi e conciliativi. Le infiltrazioni e le invasioni di popolazioni transalpine e l'isolamento, che in parte ancora dura, delle valli alpine hanno favorito nei secoli la formazione di un pluralismo etnico e linguistico assai interessante. Si registra la presenza di parlate ladine (il friulano), paleoslave (alla frontiera nordorientale), altotedesche (a Sauris e Timau) e veneziane (a Grado e Marano). Oggi la congiuntura internazionale ridà al Friuli-venezia Giulia la possibilità di proporsi come spazio favorevole di relazione - a ogni livello - dell'italia e della Comunità europea verso l'Europa orientale. Il Friuli-venezia Giulia riprende così il suo ruolo geopolitico di importante crocevia d'Europa.


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