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Diavolo Che Divertimento

Sulle Alpi del Friuli, fino da tempi lontani, due momenti dell’anno vengono salutati con il fuoco. Il primo è l’Epifania, la festa della purificazione, che segna la fine delle celebrazioni del Capodanno e del Natale. Il secondo è il Solstizio d’estate, la notte tra il 23 e il 24 giugno, che viene celebrato in buona parte dell’arco alpino con l’accensione su molte vette degli imponenti falò di San Giovanni.

diavoloDiffusi in passato in buona parte della montagna friulana, ma anche sul Carso e nella vallata dell’Isonzo, i grandi fuochi di giugno hanno mantenuto il loro incanto soprattutto nelle valli del Natisone. Simbolo delle “feste del fuoco” di gennaio è invece il Pignarûl grant di Tarcento, dove l’accensione del falò è il momento culminante di una festa che inizia nel primo mattino e si conclude solo a tarda sera.

La giornata inizia con sfilate storiche, spettacoli di sbandieratori e degustazioni di prodotti tipici. Uno spettacolo teatrale precede il lungo corteo che si snoda verso il Colle di Coia, belvedere su Tarcento, e la pianura friulana. Le fiaccole che illuminano la marcia servono ad accendere il grande falò, dal quale nel passato si traevano previsioni e auspici sull’anno appena iniziato.

La luce del Pignarûl di Tarcento dà il segnale, molto atteso nei piccoli centri vicini, per accendere decine di altri falò di dimensioni minori. Completano il quadro dei fuochi di gennaio il rogo della Femenate di Paularo, una figura che simboleggia l’anno vecchio e che viene legata a un palo e data alle fiamme. E lo spettacolo dei cidulis di Comeglians e altri paesi della Carnia, quando delle rotelle di elngo vengono arroventate nel fuoco e poi lanciate in aria come tante stelle cadenti.

Regione di raffinate esposizioni, di teatri e concerti, di importanti manifestazioni sportive, il Friuli Venezia Giulia mostra il suo volto più antico in questi rituali dove la tradizione pagana e celtica si unisce a quella cristiana. Altrettanto antica, e di pretta ispirazione pagana, è anche la sfilata dei krampus, le maschere che raffigurano i diavoli che sfilano tra il 5 e il 6 dicembre a Tarvisio e negli altri centri della Val Canale.

Si tratta di maschere spaventose, che vengono create ex- novo ogni anno e vengono indossate solamente da uomini che formavano in passato una vera e propria associazione segreta. Testimonia della trasformazione cristiana della festa la presenza di San Nicolò (Santa Claus) che, accompagnato dagli spitzparkly (diavoletti più docili), entra nelle case dopo i krampus per esorcizzarli e allontanarli, e regala pane e doni ai bambini.

Sono invece prettamente cristiane le rappresentazioni del Venerdì Santo (magnifica e cruenta quella di Erto, in vista della diga del Vajont), le processioni di barche in onore di San Vito a Marano Lagunare e della Beata Vergine di Barbana a Grado, il Presepe Vivente di Sesto al Règhena e l’antichissima liturgia del Bacio delle Croci che si volge il giorno dell’Ascensione davanti alla chiesa di San Pietro in Carnia, sulla rupe che domina Zuglio.

Tra le rievocazioni storiche, tutte molto curate nella messa in scena e nei costumi, spicca la Messa del Tallero e la Rievocazione dell’ingresso di Marquardo di Randeck che si svolgono il 6 gennaio a Cividale, la Rievocazione Rinascimentale di Cormòns e la contesa della rotella di Palmanova. Di particolare suggestione sono anche le Nozze Carsiche (Kraöka hiöa) di Monrupino, che celebrano ogni due anni, per tre giorni, la cultura tradizionale degli Sloveni del Carso.

Chi ama le sagre gastronomiche e popolari non deve perdere la Sagra degli osèi di Sacile e la Sagra del sést (il cesto) a Polcenigo. Chi preferisce la cultura può scegliere tra il Festival internazionale dell’Operetta di Trieste, l’Alpe Adria Puppet Festival di San Daniele del Friuli e il Mittelfest di Cividale del Friuli, un ricco festival di prosa, musica, danza, cinema e poesia. Altrettanto importanti le Giornate del cinema muto di Pordenone e il Folkest di Gorizia, una rassegna di musica etnica e nuove tendenze di rilievo europeo.

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