sciamanismo, una via antica verso la guarigione


visita il sito ufficiale di Aura-Soma
 
un antica foto di uno sciamano tradizionale

METODOLOGIE DEL CORE SHAMANISM
SCIAMANISMO TRANSCULTURALE

Dr.ssa Lorenza Menegoni, Ph.D., antropologa

Questo articolo è stato pubblicato originalmente sulla rivista Anthropos & Iatria (Anno VII, Numero IV, Ottobre-Dicembre 2003, pp. 89-96).

L'articolo è stato ridotto per esigenze web, chi lo volesse leggere in versione integrale può scaricarlo qui: download

 

Attualmente lo sciamanismo sta suscitando un rinnovato interesse sia nel campo degli studi specialistici che in quello della cultura generale. Oggi sempre più persone, specialmente tra i giovani, chiedono di conoscere più da vicino questa antica tradizione spirituale per trarne degli insegnamenti e degli indirizzi di vita alternativi rispetto ai modelli tradizionali, considerati ormai privi di significato. Questo diffuso interesse è testimoniato non solo dalla pubblicazione di numerosi libri sull'argomento, ma anche dalla popolarità di seminari e altri eventi che offrono l'opportunità di studiare e lavorare con sciamani provenienti da varie parti del mondo.

Entro questo quadro generale di riscoperta dello sciamanismo, occupa un posto di rilievo il lavoro di ricerca e insegnamento condotto dall'antropologo americano Michael Harner, autore de La via dello sciamano (1995). Lo studioso, che si sta dedicando allo sciamanismo da oltre quarant'anni, ha contribuito, più di altri, all'attuale riscoperta di queste antiche pratiche, sviluppando un approccio basato sui principi e metodi dello sciamanismo tradizionale, ma accessibile alla moderna cultura. Il lavoro di Harner si è concentrato principalmente sullo studio pratico dei metodi sciamanici e sulla possibilità di applicarli ai problemi di vita e salute dell'uomo contemporaneo. Una discussione approfondita delle forme della guarigione sciamanica si può trovare nell'articolo "Pratiche fondamentali nel trattamento sciamanico delle malattie", scritto da Michael Harner assieme alla moglie, Sandra Harner, e pubblicato su un numero precedente di Anthropos & Iatria (luglio- settembre 2002). Il presente articolo si concentra soprattutto sull'uso dei metodi sciamanici come pratica spirituale personale e sui benefici che le persone possono trarre da tale pratica. E' quindi complementare rispetto all'articolo di Michael e Sandra Harner.

Michael Harner
Michael Harner

Mircea Eliade
Mircea Eliade

 
lo sciamano attinge dalla natura e da un forte leggame col mondo naturale il suo potere curativo

Con il termine core shamanism (sciamanismo transculturale), si indica la metodologia elaborata da
Harner per adattare lo sciamanismo al pensiero e alla cultura moderni. Questo approccio rappresenta la reinterpretazione e sintesi dei metodi sciamanici fondamentali, che sono comuni a culture diverse (essenzialmente, il viaggio sciamanico e le varie tecniche di guarigione). Non include metodi tra loro divergenti e non comprende pratiche rituali o di guarigione che caratterizzano specifiche tradizioni sciamaniche (per esempio, la capanna del sudore o la Ruota di Medicina dei nativi americani). Si tratta inoltre di una forma pura di sciamanismo, di cui non fanno parte tecniche derivanti da altre tradizioni, come ad esempio il lavoro con i chakra o la meditazione.
Si basa sulla definizione di sciamanismo data da Mircea Eliade nella sua classica opera, Lo sciamanismo e le tecniche dell'estasi (1974). Secondo questa definizione, lo sciamano è colui che compie dei viaggi in altri mondi in uno stato alterato di coscienza. Il viaggio è la tecnica sciamanica fondamentale per penetrare realtà alterne. La sua finalità è contattare varie entità nella realtà spirituale allo scopo di ottenere conoscenza, potere e guarigione.
Un aspetto centrale del core shamanism è il suo carattere pratico ed esperienziale. Sulla base del proprio studio e lavoro personale, Harner ha sempre ritenuto che la comprensione più profonda di questi metodi è quella che si ottiene praticandoli. Nello sciamanismo la conoscenza realmente significativa è ottenuta direttamente da ciascuno attraverso la comunicazione con i propri spiriti protettori. Infatti, questo tipo di apprendimento esperienziale è insostituibile anche nelle società tradizionali. Anche laddove esiste un apprendistato, più o meno lungo, con dei maestri sciamani, la conoscenza vera è acquisita dal candidato sciamano attraverso le sue visioni e i suoi sogni, come
pure attraverso varie esperienze di iniziazione come lo smembramento o certe malattie molto gravi, fisiche ed emotive. Lo sciamanismo non è un sistema di dogmi o di verità di fede, è invece un metodo per ottenere rivelazioni dirette dalle entità del mondo spirituale. In parte, per questo, è stato osteggiato e combattuto come pericoloso antagonista dalle religioni istituzionalizzate, non solo dalla religione cristiana ma anche da altre, per esempio il buddismo in Asia centrale.

 

Fin dall'inizio della sua ricerca tra gli sciamani dell'Amazzonia nel 1960-61, Harner ha scelto la via della sperimentazione diretta per investigare le pratiche sciamaniche dei popoli nativi. Nel suo libro egli descrive le visioni e le esperienze sciamaniche da lui avute prendendo l'ayahuasca, un potente allucinogeno nativo. Tale scelta comportava anche dei rischi, in quanto si trattava di un metodo di ricerca ancora poco accettato nell'ambito accademico, come dimostrano le controversie relative al lavoro di Carlos Castaneda con lo sciamano Yaqui, Don Juan. La sperimentazione diretta, tuttavia, ha permesso ad Harner non solo di conoscere dall'interno l'universo mitico e spirituale delle culture amazzoniche, ma l'ha anche portato a scoprire che lo sciamanismo dei popoli tribali poteva essere praticato da persone proveniente da un background culturale diverso. Il lavoro successivo di Harner con gli sciamani della costa nord-occidentale dell'America del Nord rappresentò un'altra
importante tappa nella sua ricerca: dimostrò che il suono ritmato del tamburo, ampiamente utilizzato da queste culture, era un mezzo altrettanto efficace per ottenere le visioni. Sulla base di questi risultati, egli decise di condividere con altri ciò che aveva appreso dagli sciamani dell'Amazzonia e del Nord America, dando avvio ad un programma di corsi per addestrare gli occidentali nelle tecniche sciamaniche fondamentali. E' importante sottolineare che nei corsi di core shamanism, come del resto nell'apprendistato di tipo tradizionale, viene insegnata la metodologia, non la conoscenza sciamanica, che è sempre individuale e ottenuta direttamente nel viaggio. Vengono cioè forniti una serie di strumenti che ciascuno può utilizzare per trovare da sé le risposte alle proprie domande e l'aiuto di cui ha bisogno. Nel core shamanism, inoltre, si dà molta importanza al fatto che solamente la persona ha l'autorità per interpretare le proprie esperienze e capirne il significato.

il tamburo è uno degli strumenti fondamentali dello sciamano moderno quanto di quello tradizionale
 
il lupo

Da quando Harner ha iniziato il suo lavoro di insegnamento nel 1974, la metodologia del core shamanism ha subito un processo di sviluppo e affinamento, che l'ha resa sempre più consona e rispondente alle esigenze e ai quesiti dell'uomo contemporaneo. Grazie ad un continuo lavoro di approfondimento, questa metodologia, già ampiamente sperimentata e consolidata nei suoi aspetti fondamentali, sta ora fornendo importanti strumenti per affrontare i problemi più acuti della società moderna (per esempio, problemi di alcoolismo e dipendenza da droghe). Questa capacità di rinnovarsi ed evolvere per adattarsi allo sviluppo delle culture umane ha sempre caratterizzato lo sciamanismo. Oggi lo sciamanismo sta rinascendo in molte parti del mondo, dopo essere stato represso per lungo tempo dalle religioni dominanti e dalle autorità dello stato. Anche il core shamanism e altre forme moderne di sciamanismo testimoniano di questa rinascita in scala
mondiale.
Anche gli studi teorici hanno contribuito enormemente all'attuale riscoperta dello sciamanismo. In particolare, il lavoro pionieristico di Mircea Eliade è stato fondamentale nel portare a una interpretazione più oggettiva e a una rivalutazione di questo fenomeno. Ne sono seguiti molti studi di notevole valore, sia sul piano teorico che etnografico, che hanno approfondito i vari aspetti dello sciamanismo e ne hanno fornito un quadro estremamente ricco e complesso. Nuovi campi di indagine, come lo studio degli stati alterati di coscienza, hanno gettato nuova luce sulla fenomenologia dello stato sciamanico. Nel loro insieme questi nuovi indirizzi di ricerca hanno permesso di respingere le interpretazioni ottocentesche di stampo evoluzionista che consideravano lo sciamanismo una pratica disfunzionale e aberrante, se non patologica. Oggi sussistono molti elementi per ritenere, al contrario, che lo sciamanismo abbia avuto un ruolo importante nel favorire lo sviluppo della coscienza umana, oltre che rappresentare un importante sistema di integrazione socio-culturale e una pratica terapeutica utile ed efficace.

 

L'esperienza del viaggio sciamanico

Il viaggio sciamanico è un'esperienza di visione, in cui la coscienza è modificata e i nostri sensi si aprono per percepire e penetrare la realtà normalmente invisibile del mondo spirituale. Generalmente lo sciamano utilizza il suono monotono del tamburo, meno frequentemente le droghe psicoattive, per modificare la propria coscienza ed entrare nello stato psico-spirituale favorevole a questa esperienza. Quale sia il mezzo utilizzato, il viaggio sciamanico implica sempre uno scarto, o una "rottura di livello" (un termine di Eliade), cioè un passaggio, generalmente rapido, dalla
dimensione fisica a quella spirituale, concomitante alla modificazione della coscienza. Lo sciamano sperimenta questo passaggio come un vero e proprio viaggio, anche se di natura spirituale, in mondi che esistono al di fuori della consapevolezza ordinaria. Eliade ha chiamato "estasi", nel senso originario di "uscir fuori", questa capacità di trascendere la realtà ordinaria o fisica e penetrare in una realtà di ordine diverso. Il termine estasi, tuttavia, non deve suggerire l'idea di un'esperienza mistica di comunione ineffabile con il divino. Il viaggio sciamanico è un'esperienza lucida e
prettamente attiva, in cui lo sciamano interagisce in modo autonomo e volontario con le entità del mondo spirituale. L'uso del tamburo gli conferisce un notevole controllo sulle proprie esperienze.
Come egli intraprende volontariamente il suo viaggio nel mondo degli spiriti, così è metodologicamente capace di ritornare in modo sicuro e con un bagaglio di nuove conoscenze. Il suo viaggio è sempre finalizzato a uno scopo pratico come l'ottenere informazioni e aiuto nella guarigione. Anche la definizione data da Eliade di "tecnica dell'estasi" mette in luce il carattere
intenzionale, consapevole e disciplinato del viaggio sciamanico. Michael Harner utilizza il termine di "stato sciamanico di coscienza" per sottolineare il fatto che si tratta di uno stato vigile e attivo – un termine preferibile a quello di "trance", che può suggerire l'idea di un offuscamento o di una perdita della coscienza.

il cervo
 
aquila reale

Mediante il viaggio, lo sciamano accede ad una realtà fuori del tempo e dello spazio, in cui incontra delle entità e dei poteri che gli trasmettono conoscenza e gli forniscono aiuto nella guarigione. Il viaggio è l'elemento centrale dello sciamanismo, un metodo per contattare le entità del mondo invisibile che lo differenzia da ogni altra pratica spirituale. Mentre in altri tipi di lavoro spirituale si chiamano gli spiriti in questa realtà, lo sciamano lavora in modo opposto. Trasportato dal suono del tamburo, egli lascia la realtà ordinaria del mondo quotidiano per viaggiare nei regni non ordinari in cui gli spiriti dimorano. Nella terminologia del core shamanism, si definisce come "realtà non ordinaria" l'universo nascosto che si rivela e si manifesta allo sciamano nel viaggio. Questo termine, originariamente coniato da Carlos Castaneda, è utile perché ci ricorda che l'accesso a quei mondi dipende dal processo e dal grado di modificazione della coscienza. Consente inoltre di evitare qualsiasi riferimento alle dicotomie occidentali di mentale/fisico, materia/spirito, dentro/fuori, categorie estranee alle modalità di pensiero delle culture sciamaniche. Per lo sciamano la realtà spirituale, o realtà non ordinaria, come la chiamiamo in un linguaggio moderno, è altrettanto reale quanto quella fisica o materiale, pur essendo di natura diversa. Perciò egli non considera le proprie visioni come proiezioni o immagini puramente interiori, ma come esperienze dirette di un'altra realtà che esiste indipendentemente dalla mente, ma alla quale la mente fornisce l'accesso.
Lo sciamano viaggia nella realtà non ordinaria in quelli che sono chiamati il Mondo di Sotto e il Mondo di Sopra e, a volte, in parti del Mondo di Mezzo. Il Mondo di Sotto è un mondo immateriale percepito esistere sotto la superficie della Terra e si raggiunge scendendo per un Tunnel. Il Mondo di Sopra è un mondo etereo che esiste dall'altro lato del cielo, cioè oltre l'universo fisico; vi si accede passando per un varco nelle nubi o nella volta del cielo. Il Mondo di Mezzo è il mondo dell'esistenza umana, che ha pure una sua dimensione spirituale o non ordinaria. La struttura tripartita del cosmo è una concezione ampiamente diffusa nelle culture sciamaniche. Come descritto magistralmente da Eliade, i tre piani della realtà sono collegati da un asse centrale (axis mundi), variamente raffigurato come l'Albero o il Pilastro del Mondo, la Montagna Sacra, ecc. Questa concezione del cosmo non appartiene esclusivamente allo sciamano, ma è condivisa da tutti i membri della sua cultura. Per lo sciamano, tuttavia, essa non è una semplice rappresentazione o un concetto, ma un'esperienza vissuta, il percorso concreto che egli deve seguire per penetrare nel regno degli spiriti.

Gufo reale
 

Questa cosmologia tradizionale è incorporata come parte integrante del core shamanism, anche se in esso si preferisce non dare indicazioni precise circa la natura dei vari mondi, ma si lascia che sia la persona a scoprirne le caratteristiche. A seconda del loro orientamento religioso, le differenti tradizioni variano nella caratterizzazione dei diversi mondi e nella preferenza per l'uno o per l'altro. Per esempio, nello sciamanismo asiatico e siberiano, fortemente influenzato da una religione "celeste", si privilegia il Mondo di Sopra quale sede degli spiriti tutelari, sia umani che animali, mentre il Mondo di Sotto è visto come il regno dei morti e, per via di un'influenza buddista, come la dimora degli "spiriti maligni" (o spiriti delle malattie). Presso i popoli tribali in cui predominano le religioni della Terra, come nell'America del Nord e del Sud, il Mondo di Sotto non ha alcuna connotazione negativa. E' la sorgente da cui scaturisce tutta la vita e il regno privilegiato degli spiriti animali.
Poiché è slegato da un contesto culturale specifico, il core shamanism permette ai praticanti di esplorare autonomamente i vari piani della realtà per scoprire la loro configurazione, o geografia, come pure il numero di livelli presenti in essi. Ciò nonostante, nei resoconti dei viaggi dei praticanti moderni, si trovano spesso elementi molto simili a quelli descritti dagli sciamani tradizionali. Un fatto che conferma l'universalità dei processi implicati nell'esperienza del viaggio sciamanico.
Sebbene rappresenti una percezione diffusa, probabilmente legata alla natura bipede dell'uomo, la struttura tripartita del cosmo non deve suggerire l'idea di una realtà rigidamente stratificata o immutabile. Poiché è di natura spirituale, la realtà non ordinaria sfugge a qualsiasi interpretazione nei termini dello spazio fisico ordinario. La divisione in Mondo Inferiore e Superiore si riferisce soprattutto alla direzione del viaggio dello sciamano, che ha sempre come punto di partenza il Mondo di Mezzo. I termini "inferiore" e "superiore" denotano aspetti diversi di una medesima realtà, anche se noi che viviamo in una realtà limitata li chiamiamo così.

tartaruga
 
tigre siberiana

Lo sciamanismo è stato generalmente considerato un fenomeno magico-religioso legato ai popoli primitivi e tribali, una pratica terapeutica ricca di fascino, ma con scarsa rilevanza per noi uomini moderni. In parte questa percezione è da attribuire all'influenza di molti resoconti etnografici, specie quelli di fine Ottocento, che si sono rivolti, per lo più, a descrivere gli aspetti esteriori e più appariscenti di queste pratiche, che non a capirne il significato, contribuendo così a creare attorno alla figura dello sciamano un alone di mistero ed esotismo. Per quanto attualmente l'interesse nello
sciamanismo sia enorme, molti dubitano che i metodi sciamanici possano essere applicati ai problemi della vita moderna o che siano in qualche modo praticabili da noi occidentali. Per questo il lavoro di Michael Harner è stato molto importante nel dimostrare che ciò è invece possibile. Quando egli iniziò ad insegnare le tecniche sciamaniche ad amici e studenti, scoprì subito che gli occidentali potevano facilmente imparare a compiere il viaggio nella realtà non ordinaria. Questi risultati, descritti nel suo libro La via dello sciamano (ed. orig., 1980), hanno rappresentato la base per sviluppare una pratica sciamanica a noi maggiormente consona e accessibile. Elemento centrale di tale pratica è il viaggio sciamanico, non più descritto come un misterioso "volo magico", ma interpretato come un metodo, basato su di una capacità innata e indipendente dalla cultura, per espandere la propria coscienza e accedere a fonti non ordinarie di conoscenza e di guarigione. Le ricerche di Harner confermavano le tesi di Eliade, che aveva definito l'estasi come una facoltà originaria e costitutiva dell'essere umano e che aveva visto, nello sciamanismo, una comune eredità umana. Anche gli studi più recenti sugli aspetti psico-fisiologici dello stato sciamanico di coscienza, pur analizzando questo fenomeno da una angolatura diversa, confermano le intuizioni di Eliade e di Harner circa i processi fondamentali che sono alla base del viaggio sciamanico (si veda, per esempio, Dobkin De Rios e Winkelman 1989). Secondo Michael Harner, questi comuni fattori
umani spiegano la notevole uniformità dei metodi sciamanici in culture lontane nel tempo e nello spazio e giustificano la possibilità di estrapolarli dal loro contesto originale e applicarli a quello occidentale.
La tecnica del viaggio, insegnata nel core shamanism, è un metodo che le persone possono utilizzare in ogni situazione della vita, uno strumento per ottenere consiglio e aiuto dalle entità e dalle forze che la persona incontra nella realtà parallela. Diversamente dal Mondo di Mezzo, che esiste nel tempo, la realtà non ordinaria è una realtà fuori del tempo in cui, come scrive Harner (2001), "tutto ciò che è stato conosciuto, tutto ciò che può essere conosciuto diventa accessibile.… Per questo [gli sciamani] possono vedere sia il passato che il futuro. Con la disciplina, l'addestramento e l'aiuto degli spiriti, questa fonte totale di conoscenza diventa accessibile". Come hanno sempre fatto gli sciamani, anche noi possiamo utilizzare il metodo del viaggio come un sistema per risolvere problemi e uno strumento per ottenere risposte alle nostre domande, cioè come tecnica di divinazione. E' importante sottolineare che il viaggio sciamanico non è un metodo psicologico, ma un metodo spirituale per ottenere informazioni attraverso la comunicazione diretta con le entità del mondo invisibile. Anche nella sua formulazione moderna, questo uso dei metodi sciamanici è consistente con lo sciamanismo classico, in cui ogni persona può avere accesso al mondo spirituale.

 

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

  • AAVV, Altered States and Endorphins, numero speciale di Ethos, 1982, vol. 10, n. 4
  • Dobkin De Rios, Marlene e Michael Winkelman, "Shamanism and Altered States of Consciousness: An Introduction", in Journal of Psychoactive Drugs, 1989, vol. 21, n. 1, pp. 1-6
  • Eliade, Mircea, Lo sciamanismo e le tecniche dell'estasi, ed. Mediterranee, Roma, 1974; ed. orig., 1951
  • Harner, Michael, La via dello sciamano, ed. Mediterranee, Roma, 1995; ed. orig. 1980
    "La guarigione sciamanica: noi non siamo soli", 2001, www.studisciamanici.it; versione originale inglese in Shamanism, 1997, vol. 10, n. 1, pp. 16-21
  • Harner, Michael e Sandra Harner, "Pratiche fondamentali nel trattamento sciamanico delle malattie" in Anthropos & Iatria, luglio-settembre 2002, anno VI, n. III; versione originale inglese in Shamanism, 2000, vol. 13, n. 1/2, pp. 19-30
  • Ingerman, Sandra, Il recupero dell'anima, ed. Crisalide, Latina, 2001; ed. orig., 1991

Nota sull'autrice: Lorenza Menegoni ha ottenuto il suo Ph.D. in antropologia medica nel 1990 alla New School for Social Research di New York. Come parte del suo training, ha svolto delle ricerche sul campo in Messico, studiando il problema della tubercolosi tra gli indigeni Maya del Chiapas.
Ha studiato e praticato lo sciamanismo sotto la guida di Michael Harner, Sandra Ingerman e altri insegnanti della Foundation for Shamanic Studies. E' insegnante accreditata della Foundation (FSS- Italy), abilitata a tenere seminari di base e avanzati in Italia.

Contatti: Informazioni sui programmi della Foundation for Shamanic Studies in Italia si possono richiedere a Lorenza Menegoni, via Villa 117, 38052 Caldonazzo (TN), via e-mail. Oppure al Centro Studi Sciamanici, via Borgonovo 48, 37043 Castagnaro (VR); tel. 0442/92454; e-mail info@studisciamanici.it; sito web: http://www.studisciamanici.it/

L'indirizzo della Foundation in America è: The Foundation for Shamanic Studies, PO Box 1939, Mill Valley, CA 94942, USA; tel. (415) 380 8282, fax (415) 380 8416; sito web: http://www.shamanism.org/

maschera di sciamano
torna alla pagina precedente torna alla home page