| isola della cona, Isonzo
Un
paradiso per qualsiasi amante dei bird-watching, per giocare
ai piccoli esploratori con i più piccoli, per trascorrere
una giornata o un'ora soltanto in una natura quasi inagica
Testi di Licia Sortino. Fotografia di Davide Zugna
Se
siete stufi di rosolarvi al sole o se la giornata si preannuncia
nuvolosa, munitevi di cappellino, scarpe comode, panini,
acqua e un binocolo, salite in macchina e seguite le indicazioni
per l'oasi WWF dell'Isola della Cona (Go), fino a raggiungere
la stradina sterrata che costeggia l'ultimo tra-tto del
corso dell'Isonzo.
Lasciata l'auto nel parcheggio, si prosegue a piedi fino
al primo grande capanno. Da qui partono i tre percorsi principali:
alla portata di tutti, sono delle gradevoli passeggiate
che possono durare da 20 minuti a due ore. L’ingresso all'oasi
è gratuito. L’oasi comprende una vasta area a ridosso
della laguna gradese, al centro dell'estuario del fiume
Isonzo. Qui è stato ripristinato l’antico habitat
tipico delle zone umide, popolato da un’infinità
di specie diverse di uccelli palustri come aironi cinerini,
garzette, nitticore, cavalieri d'Italia, per concludere
con cormorani e ibis sacri.
Infine, le anatre: praticamente tutte le specie europee
rispondono all'appello. Molti uccelli sono solo di passaggio,
altri stagionali (per la nidificazione), altri ancora stanziali.
Numerosissime sono le oche selvatiche, che si possono incontrare
anche nelle campagne circostanti provenienti direttamente
dal nord Europa. Il percorso principale è il più
breve e, sicuramente, il più fitto d'incontri con
gli animali. Partendo dal capanno d'ingresso si costeggia
una vasta area umida densamente popolata, soprattutto in
primavera, nel periodo riproduttivo; in alcuni tratti, pareti
di canne impediscono agli animali di percepire la presenza
dei visitatori, che possono così osservarli da vicino
attraverso le apposite feritoie.
Se si è fortunati, può capitare di vedere
anche dei caprioli che escono dalla boscaglia per approfittare
dell'abbondanza di cibo presente nell'oasi.
Dopo
aver costeggiato un piccolo stagno popolato da anfibi dai
colori più diversi, si giunge al secondo capanno,
interamente in legno e mimetizzato nella vegetazione che
si sviluppa in altezza su tre livelli.
In
basso, pareti di vetro permettono l'osservazione, sopra
e sotto il pelo dell'acqua, di uno stagno orlato da canneti:
è così possibile avere un incontro ravvicinato
con una folaga in immersione, con una biscia d'acqua di
passaggio o con una rana addormentata su una foglia di ninfea.
Ai
piani superiori del capanno si gode una vista a 360°
sull'oasi e la laguna, che si può osservare anche
grazie ai binocoli fissi disponibili. Per dei bambini, e
non solo, sono state introdotte mandrie di cavalli selvatici
della Camargue( su cui è possibile fare delle passeggiate
attraverso l’oasi ) che pascolano liberi tra i canneti:
mantenendo il livello della vegetazione erbosa, fungono
da taglia-erba! Gli altri due percorsi portano all'estuario
dell'Isonzo attraverso zone umide tutto selvatiche. A seconda
della marea sono più o meno necessari gli stivali
per percorrere tratto di sentiero lungo un canalone posto
tra la laguna il fiume, che può essere in parte sommerso.
Molti
tratti del sentiero sono però rialzati su pedane
di legno. In questa zona vi sono altri tre piccoli capanni
di osservazione, ma l'attrazione maggiore è rappresentata
dai cavalli selvatici che qui pascolano liberi ed amano
socializzare con i visitatori.
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