isole dei ciclopi

 

Scogli aspri e selvaggi, arcipelaghi che scintillano come gemme nude e solitarie …Navigare per venti giorni fra le più remote isole britanniche dell’Atlantico settentrionale, all’estremo nord ovest dell’Europa, significa vivere il mito di un mondo celtico ancora intatto, unico, che restituisce il senso dello spazio e del tempo illimitati. La conservazione dell’habitat di Lundy, Skomer, Saint Kilda, Fair Isle, le Orcadi, schegge verdi di terre lontane dal continente, è da qualche tempo al centro dell’attenzione mondiale.Perché su queste isole vengono a nidificare, dopo aver percorso immense distanze, quasi tutte le specie d’uccelli marini del pianeta. Sule, puffini, cormorani, procellarie, pulcinelle e rondini di mare. A decine di migliaia tra maggio e giugno.

In nessun’altra parte dell’Europa settentrionale esiste, come nell’isole britanniche, nello spazio di pochi chilometri, una gamma così particolare e unica di habitat per gli uccelli marini e per la flora.: brugheria marittima, landa palustre, scogliera.Più di un centinaio di specie d’uccelli si nutrono nelle acque di queste isole, alla confluenza dell’atlantico più caldo e salino e del Mare del Nord più freddo e pescoso, in queste acque ricche di plancton e di pesce. Per gli uccelli marini che hanno bisogno della terra ferma solo quando nidificano, l’isola o lo scoglio circondati dal mare sono, infatti, luoghi ideali in cui venire a riprodursi. Su queste isole la flora è rigogliosa, perché abbondantemente concimata dal guano degli uccelli, alcuni dei quali, come i variopinti pulcinella di mare, preferiscono per il nido l’interno dell’isola alle scogliere e vengono a scavarselo accanto alle tane dei conigli. Così, nella brughiera marittima delle Orcadi più settentrionali fiorisce ancora la pianta più antica e più rara della Scozia, la Primula scotica, piccola ma resistente alle raffiche di vento cariche di salinità. Nelle lande acquitrinose, i cigni muti scivolano silenziosi fra l’orchidea selvatica di un rosso porpora e la Parnassia palustris dai bianchi solitari fiori, mentre sui ciotoli delle spiagge, dove nessun’altra pianta di terra cresce, si abbarbica la Pianta dell’Ostrica con le sue carnose foglie azzurre. E sulle scogliere più impervie infiorescenze rosa, fanno da morbido cuscino alle Kittiwake ( gabbiano tridattilo), tenere come colombe, mentre covano le uova.

Ecco quindi che qui è un imperativo la tutela dell’ambiente marino, compreso il nutrimento quotidiano degli uccelli per il birdwatching; censimento della vestigia storiche dove puoi organizzare scenografiche passeggiate archeologiche; e ancora, la catalogazione delle numerose specie di flora selvatica del Nord per il trekking fra ginestre in fiore e cespugli di rosa rugosa profumatissima.

Gli ultradicciottenni possono fare domanda per partecipare ai campi di lavoro volontari organizzati dal Nts ( National Trust for Scotland ) per il restauro del villaggio di Hirta, nell’arcipelago di Saint Kilda, il più remoto e romantico di queste latitudini, dichiarato Patrimonio mondiale dell’umanità dell’Unesco. E’ la perla di questa navigazione fra le isole, con gli impressionanti “ciclopi” di Star Lee e Star an Armin, bastioni di roccia alti quasi duecento metri, avvolti in un denso sudario di nebbie, bruni sull’acqua di una sfumatura metallica. Un tempo gli isolani che avevano rinunciato alla pesca vi si arrampicavano a piedi nudi per catturare gli uccelli e per rubare le uova, fonte primaria di nutrimento in un luogo dove la natura non è certo feconda. Secondo la tradizione, i giovani maschi prossimi al matrimonio dovevano provare la loro abilità acrobatica su una rupe a strapiombo, il Lover’s Stone, ovvero “ la roccia dell’amante”, restando in equilibrio su un solo piede, e tenendo sospeso l’altro con le mani.

Anello di settanta isole, dolcemente ondulate e senza alberi, le Orcadi hanno nomi che suonano come echi di un’età remota e leggendaria. Perché questa terra è fra le più antiche d’Europa e vanta più di tremila siti archeologici datati fino a 5000 avanti Cristo: megaliti, villaggi paleolitici, tumuli funerari con iscrizioni runiche, torri di avvistamento.

Il senso di libertà, di pace, di sicurezza in queste isole suona quasi alieno all’ospite di passaggio.